Camminare insieme per lasciarsi sorprendere dai doni dello Spirito ed essere creativi“ è il senso del Sinodo sulla Sinodalità che la Chiesa sta vivendo. Il documento che la prepara, frutto di un anno di valutazioni sul volto della chiesa universale e delle sfide che l’accompagnano, porta alla luce diverse piste di riflessione. 

Dopo il nostro Capitolo provinciale, anche noi suore NSA siamo pienamente entrate in quella “palestra di sinodalità” che insieme abbiamo scelto di vivere nei prossimi cinque anni.

Il sogno comune è diventato un cammino di esodo dal nostro io e dalla nostra visione personale: ci siamo fermate per vedere la realtà così come è, col contributo di vari punti di vista. Abbiamo sentito la presenza di Dio che si è chinato a commuoversi per il nostro lavorare insieme. Questo ci pare essere un kairos, il tempo opportuno. In questo tempo, vediamo che alle persone non basta più sapere di poter entrare in una chiesa: importa di trovare là dentro comunità in cui sentirsi al sicuro, in cui poter fiorire. Non basta sapere che Dio risana le ferite: desiderano che siano anche le nostre comunità a prendersene cura, riconoscendo la responsabilità di chi le ha inflitte. Durante il nostro cammino abbiamo sperimentato la bellezza dell’indistricabile rete di relazioni tra donne e uomini, sacerdoti, consacrati e laici, e abbiamo definitivamente acquisito la certezza che i contributi di ogni persona sono ricchezze indispensabili al futuro della Chiesa.

Consapevoli che la nostra stessa esperienza di vita è Parola di Dio, vogliamo continuare ad ascoltarla, comprenderla e metterla a disposizione della Chiesa tutta, specialmente riguardo ai temi più controversi. Insieme chiediamo alla Chiesa di crescere nell’impegno di ricercare e valorizzare il contributo di ogni persona, che può essere essenziale sia nell’ambito pastorale che sacramentale di fronte ai segni dei tempi che la Chiesa è chiamata a cogliere. Le domande sono profonde: come essere una Chiesa sinodale missionaria; come impegnarci in un ascolto e in un dialogo profondi; come essere corresponsabili alla luce del dinamismo della nostra vocazione battesimale personale e comunitaria; come trasformare strutture e processi in modo che tutti possano partecipare e condividere i carismi che lo Spirito riversa su ciascuno per l’utilità comune; come esercitare potere e autorità come servizio. Ognuna di queste domande è un servizio alla Chiesa e, attraverso la sua azione, alla possibilità di guarire le ferite più profonde del nostro tempo.

In questo numero presentiamo in breve l’instrumentum laboris in preparazione all’Assemblea sinodale di ottobre 2024. Uno specchio dei nostri tempi che, in grande, riflette le piccole esperienze missionarie concrete presentate nelle pagine successive: la casa condivisa di Airuno, i doni ricevuti dalle comunità NSA in Argentina (anche grazie agli amici e benefattori che ci sostengono), i giovani che si preparano ai viaggi missionari estivi e il ricordo di una nostra sorella ritornata alla casa del Padre, dopo una vita donata alla missione.

Piccoli passi di speranza che abbiamo vissuto in questi primi mesi dopo il capitolo provinciale, attraverso i quali partecipiamo al cammino sinodale della Chiesa. 

La Redazione