In questo mese dedicato al riposo, alle vacanze o ad un tempo meno ritmato dagli impegni ci possiamo meglio connettere con la nostra interiorità. 

La festa centrale di agosto è il ricordo dell’Assunzione di Maria al cielo, un invito a relativizzare la nostra visuale per alzare i nostri occhi più in alto, ad una realtà futura di speranza, che aiuta a dare senso al nostro presente e a viverlo con meno ansie e più obiettività.

A Maria, che ci precede nel cammino, affidiamo le preghiere di questo mese, innanzitutto le nostre preoccupazioni, i nostri cari, gli amici e il dopo-vacanze che ci aspetta.

Vi invitiamo ad unirvi a noi nella preghiera per la pace nel mondo, in particolare nelle zone di guerra: Ucraina, Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Camerun, Burkina Faso, Niger, Nigeria, Yemen, Tigray, Myanmar, Haiti e in modo particolare per tutti i civili in Palestina e Israele. E in questo momento anche del Libano, dove preghiamo in particolare per le nostre suore in missione.

Ringraziamo il Signore per le buone notizie che ci permettono di accrescere la speranza. Sono piccole, a volte sembrano quasi irrilevanti, ma formano quel tessuto di fratellanza che manda avanti il mondo.

In questi ultimi giorni delle Olimpiadi di Parigi ringraziamo per la serietà, l’impegno e la fatica degli atleti che portano avanti i loro sogni e la gioia dei connazionali che li seguono. Al di là di tante polemiche, ammiriamo la resilienza e la costanza di tutti loro.

In particolare, pensiamo alla delegazione di 36 atleti rifugiati da 11 Paesi. Rappresentano i 120 milioni di uomini e donne costretti ad abbandonare le proprie case e spesso le proprie patrie a causa di conflitti, crisi umanitarie e, sempre più spesso, delle conseguenze dei disastri ambientali. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), il numero di persone in fuga nel mondo è raddoppiato negli ultimi 10 anni. Mentre la Siria rimane il Paese con il maggior numero di cittadini diventati profughi, ben 13,8 milioni, altre regioni hanno contribuito a peggiorare la situazione. Le guerre in Congo, Myanmar, Gaza e soprattutto in Sudan hanno portato all’allontanamento di quasi undici milioni di persone dalle loro case dal mese di aprile 2023. 

La squadra dei rifugiati rappresenta ciò che gli esseri umani possono fare anche di fronte a estreme avversità. Questa iniziativa ci ricorda che lo sport può essere trasformativo per le persone le cui vite sono state interrotte in circostanze spesso angoscianti. Questi sportivi sono ospitati da 15 Comitati Nazionali Olimpici, dai Paesi come Canada, Gran Bretagna, Messico e Giordania. E per la prima volta, l’Italia è rappresentata: il ventinovenne iraniano Iman Mahdavi, campione nazionale di lotta libera, si allena a Pioltello, nell’hinterland milanese, mentre il suo connazionale Hadi Tiranvalipour, 26 anni, ha trovato casa a Roma, dove pratica il taekwondo al Centro di Preparazione Olimpica del CONI. Hadi, già un fenomeno sportivo da giovane, conduceva un programma televisivo in patria per promuovere uno stile di vita salutare. Tuttavia, quando scoppiarono le proteste di piazza contro la condizione delle donne nel Paese, fece “l’errore” di parlarne in TV. Fu sospeso e, scaduta la deroga dal servizio militare, scelse la fuga. Oggi sta coronando il suo sogno più grande.

Chiediamo al Signore che queste Olimpiadi continuino ad essere un segno di fratellanza, di valori forti che lo sport può aiutare a diffondere, specialmente nei giovani.

Ringraziamo anche per il cammino di fraternità interreligiosa iniziato a Milano nella comunità pastorale di S. Maria e S. Luca, parrocchia della nostra comunità NSA.

Don Germain, la rappresentante del gruppo missionario, Lucia e la nostra sr Sandra Catapano, sono andati, a nome del parroco, ad incontrare l’imam del Centro Culturale islamico. Hanno portato, a nome di tutta la comunità, gli auguri per la festa musulmana del “sacrificio”. L’imam Mahmoud ASFA è un uomo molto aperto, semplice e molto impegnato, da anni, all’educazione interculturale, alla fraternità interreligiosa ed alle preghiere per la Pace, a Milano. Questo gesto ha voluto essere l’inizio di un cammino di tutta l’unità pastorale.

Chiediamo di pregare, affinché i passi successivi di incontro possano essere sempre più aperti e possiamo sentirci tutti coinvolti in un cammino di fraternità interreligiosa, affinché possa crescere quella FRATERNITÀ UNIVERSALE radicata nel Vangelo, e tanto richiamata dal nostro Papa Francesco.